Chirurgia per malattie maligne

mastectomiaIn questi casi la chirurgia deve essere “radicale” cioè asportare la malattia completamente contornata da un margine di tessuto sano.

A seconda delle dimensioni e della forma più o meno regolare del tumore e del volume totale della mammella, il chirurgo eseguirà la mastectomia (asportazione completa della mammella) o la quadrantectomia (asportazione parziale).

Dati i rapporti di stretta vicinanza tra mammella ed ascella, l’intervento al seno prevede sempre anche un intervento sull’ascella. L’ascella è una cavità che si estende dalla radice del braccio fino alla base del collo e contiene, oltre a tessuto adiposo, vasi e nervi, anche delle masserelle che si chiamano linfonodi (circa 30).

L’intervento comporta l’asportazione di uno o più linfonodi ascellari a seconda del grado di coinvolgimento dell’ascella da parte delle cellule tumorali.
Questo si valuta prelevando ed esaminando istologicamente il linfonodo ascellare più vicino alla mammella (linfonodo sentinella) che è il primo ad essere raggiunto da eventuali cellule neoplastiche che si staccano dal tumore e viaggiano per invadere altri organi. Se il linfonodo sentinella è sano, vuol dire che l’ascella non è stata raggiunta dalla malattia. Se, viceversa, il linfonodo sentinella è ammalato, è possibile che anche gli altri linfonodi ascellari siano stati raggiunti dalla malattia e pertanto l’intervento deve essere più esteso e asportare più ampiamente il contenuto ascellare.

Dr. Marzio Montanari

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