Ricostruzione immediata della mammella

ricostruzione senoLa ricostruzione mammaria tecnicamente più semplice, meno traumatica per la donna e pertanto la più utilizzata dal chirurgo consiste nell’inserimento retromuscolare di un espansore contestualmente all’intervento di mastectomia.
L’espansore viene in seguito progressivamente gonfiato per guadagnare pelle e tessuto e, dopo 3-8 mesi, sostituito con una protesi definitiva.
Questa procedura è stata molto perfezionata negli ultimi anni, anche con l’introduzione di protesi di nuova generazione, e permette di ottenere risultati finali quasi sempre soddisfacenti.
Nel 10-15% dei casi non è possibile adottare questa tecnica. Questo succede quando i tessuti non danno la garanzia di accogliere e ricoprire adeguatamente l’impianto protesico. Le condizioni di questo genere sono:

  • pregressa radioterapia che rende i tessuti assottigliati e induriti
  • infezione periprotesica con deformazione tissutale
  • recidiva locale dopo ricostruzione protesica
  • neoplasia infiltrante il piano muscolare

In questi casi è necessario ricorrere al trasferimento, nella sede della mastectomia, di lembi comprendenti muscolo, adipe e pelle prelevati dal dorso o dall’addome della paziente (rispettivamente muscolo grande dorsale e retto addominale).
È quasi sempre possibile, per evitare il distacco completo del blocco di tessuto e quindi un vero trapianto con anastomosi vascolare (lembo libero), trasporre i lembi mobilizzandoli completamente ma lasciandoli collegati al loro peduncolo vascolare e trasferirli con un movimento a pendolo (lembo peduncolato ).
Queste tecniche, in mani esperte e in presenza di un’equipe multidisciplinare, permettono ricostruzioni mammarie molto soddisfacenti.
È tassativo informare adeguatamente la donna su vantaggi e rischi dell’intervento, senza influenzarla in alcun modo. Il chirurgo deve essere affiancato da varie figure specialistiche per ottimizzare i risultati:

  • radiologo per lo studio preoperatorio della vascolarizzazione del tessuto da trasferire
  • anestesista per la fase intraoperatoria e il controllo del dolore postoperatorio
  • fisioterapisti per la valutazione prima e la riabilitazione dopo
  • associazioni di volontariato perché la paziente possa confrontarsi con altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza

Nella mia esperienza personale questi ultimi due aspetti si sono rivelati determinanti unitamente al numero di casi eseguiti dall’equipe chirurgica.

Dr. Marzio Montanari

Sotto è riportata una presentazione inerente alla "Ricostruzione immediata della mammella"

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