Percorsi Diagnostico -Terapeutici

PERCORSI CLINICI IN SENOLOGIA
(La successione delle procedure per la diagnosi e la cura del tumore del seno)
È necessaria l’interdisciplinarità, cioè la collaborazione tra diverse figure specialistiche che si confrontano costantemente per prendere decisioni condivise. Ogni singolo specialista ha delle fasi in cui è coinvolto, altre in cui non partecipa, altre nelle quali agisce singolarmente costituendo il suo specifico ambito professionale (ad esempio il chirurgo in sala operatoria,, il radioterapista mentre esegue un trattamento radiante, ecc.)

assistenzaPrevenzione
(le misure volte a impedire l’insorgenza della malattia)
praticamente impossibile;
sono in corso alcuni studi su sostanze quali fenretinide e tamoxifen.
Si può considerare preventiva la mastectomia profilattica consigliata in caso di positività dei tests genetici.
Tutti gli specialisti partecipano a incontri di puntualizzazione ma questo è un ambito specifico degli oncologi dedicati (epidemiologi). Coinvolto il volontariato e la dirigenza aziendale.

Diagnosi precoce
controlli periodici volti a scoprire la malattia in una fase iniziale e quindi più curabile:
rientrano in questa categoria lo screening mammografico (mammografia gratuita su invito da parte della USL dai 50 ai 69 anni di età)
e le iniziative del volontariato che gestisce ambulatori per i controlli gratuiti clinico-ecografici.
Coinvolti soprattutto i radiologi, gli esponenti del volontariato, i dirigenti del sistema sanitario.

tumore prevenzioneDiagnostica del nodulo mammario
la donna scopre di avere un nodulo al seno perché lo sente con le mani; oppure viene evidenziato con la mammografia o l’ecografia un nodulo non palpabile:
Presa in carico congiunta da parte di chirurgo e radiologo che eseguono visita, ecografia, mammografia, eventuale Risonanza Magnetica, ago aspirato o ago biopsia per prelevare un frammento di cellule o di tessuto che viene letto al microscopio per scoprire la eventuale presenza di cellule tumorali.
Specialisti: radiologi, chirurghi, oncologi.

Terapia chirurgica demolitiva
tranne i casi di forme avanzate che richiedono chemioterapia preoperatoria, l’intervento costituisce la prima cura del tumore del seno. Prima di iniziare le cure, è necessaria la discussione collegiale del caso con chirurgo, radiologo, oncologo, patologo (il medico che legge al microscopio i preparati istologici) a volte estesa al genetista e al medico della riproduzione (per la conservazione della fecondità dopo la chemioterapia).
L’intervento demolitivo consiste nell’asportazione del tumore (che non sempre ha una forma regolare e ben delimitata rispetto al tessuto sano) con attorno una porzione di tessuto sano in tutti i margini . A seconda delle dimensioni e della forma del tumore e delle dimensioni della mammella, si eseguirà pertanto una resezione completa (mastectomia) o parziale (quadrantectomia).
Contestualmente si asportano uno o più linfonodi ascellari identificati con tecnica radioguidata.
Fase di pertinenza del chirurgo senologo.

ricostruzione del senoChirurgia ricostruttiva
Quasi sempre, non solo nel caso di mastectomia completa, è necessario un rimodellamento della mammella per cui è necessaria la collaborazione fra chirurgo generale e plastico o comunque l’acquisizione di competenze specifiche da parte di un unico operatore.
A volte le tecniche ricostruttive sono abbastanza semplici e veloci; in altri casi invece complesse con utilizzo di protesi o trasferimento di tessuti da altre parti del corpo; a volte è necessario ritoccare la mammella sana per avere simmetria, spesso la ricostruzione procede per gradi per cui è necessario più di un intervento.
Chirurgo plastico in collaborazione con chirurgo senologo o singola figura che ha avuto adeguata formazione.

Consulenza oncologica postoperatoria per programmare ulteriori cure dopo l’intervento
sulla base dell’esame istologico della parte asportata con l’intervento chirurgico, l’oncologo decide quali cure sono necessarie dopo l’operazione:
le possibilità sono chemioterapia e terapia con anticorpi monoclonali, radioterapia,terapia cosiddetta ormonale.
La chemioterapia è necessaria quando il tumore supera certe dimensioni, coinvolge i linfonodi ascellari, oppure, pur essendo piccolo e circoscritto, presenta cellule aggressive.
La terapia con anticorpi monoclonali si esegue quando l’esame istologico mostra alcune caratteristiche delle cellule ammalate di esprimere antigeni.
La radioterapia è sempre indicata dopo asportazione parziale della mammella e, in questo caso, viene irradiata la parte residua di mammella; dopo mastectomia totale la radioterapia si esegue solo in casi selezionati di coinvolgimento esteso dei linfonodi ascellari o di infiltrazione profonda del muscolo pettorale. In questi casi si irradia tutta la parete toracica omolaterale. Prevalente l’oncologo, affiancato dal radioterapista e, nella discussione del caso clinico, anche dal chirurgo e dal patologo.

Riabilitazione e convalescenza
Terminato il ciclo di cure, la donna viene avviata a terapie di mantenimento (le compresse di ormoni vengono infatti assunte per alcuni anni) e a controlli periodici per verificare che la guarigione sia definitiva e la malattia non si ripresenti.
Questo è infatti possibile, soprattutto quando il tumore non era stato scoperto in fase iniziale oppure presentava caratteristiche di particolare aggressività. La recidiva è più frequente nei primi anni; infatti dopo 5 anni la donna viene dichiarata guarita definitivamente. Purtroppo non è vero in modo assoluto perché la malattia si può ripresentare anche dopo questo termine ma molto più raramente e, di solito, ha una prognosi migliore.
Figure coinvolte: fisioterapista, psicologo, specialista della terapia del dolore.

Ritorno alla normalità
Guarigione non vuol dire che tutto torna come prima perché la donna porta i segni esterni ed interiori del trauma subito che può compromettere i rapporti familiari e sociali.
Fondamentali quanto le cure sono pertanto tutte quelle attenzioni per la qualità della vita della donna operata che consistono nella ricostruzione della mammella che deve essere immediata e non differita, nella riabilitazione fisica e psicologica, nel supporto di volontarie che hanno vissuto la stessa esperienza della malattia, nell’aiuto di assistenti sociali e sindacali per le tutele nel mondo del lavoro.

Dr. Marzio Montanari

Contatti

Per qualsiasi informazione è possibile contattare la struttura "Città di Parma"

  • Tel: +39 0521 249611
Sei qui: Home La Diagnosi Percorsi Diagnostici