Tumori benigni

  1. Papilloma (intraduttale e talora intracistico). Massa piccola (variabile in genere da 0,4 a 1 cm di diametro, raramente più grande sino anche a 10 cm), soffice, in genere sottoareolare; spesso di volume così esiguo da non essere palpabile; evidenziantesi in genere per secrezione ematica o di colore verdastro. Nel 75% dei casi ha sede centrale nei dotti principali al di sotto del capezzolo. Nei rari casi in cui si infetta (l'infezione è conseguenza della stasi dovuta all'ostruzione), la masserella diviene fissa ai tessuti adiacenti e possono comparire linfonodi ascellari clinicamente palpabili. L'età di maggiore incidenza è tra i 20 e i 65 anni.
    Trattasi di una regolare crescita di tipo papillare senza nuclei ipercromatici né atipie.
    Il papilloma intraduttale o intracistico e gli aspetti di iperplasia duttale di tipo papillare della displasia mammaria devono essere distinti dal raro carcinoma papillare. La diagnosi differenziale istologica può talora essere molto difficile soprattutto col carcinoma papillare intraduttale e probabilmente in alcuni casi esistono forme borderline in cui entra in gioco la soggettività dell'istopatologo; nel volume dell'AFIP sono descritti con ricca iconografia i criteri istologici differenziali.
    Nel 95% dei casi una masserella sottoareolare con secrezione ematica è identificabile con un papilloma.
    Si ricorda l'importanza diagnostica del duttogramma e dell'esame citologico della secrezione; la terapia consiste nell'escissione a cuneo del dotto interessato oppure, qualora non sia ben identificabile la sede del papilloma, nella resezione in blocco dei dotti retroareolari. La lesione, pur essendo benigna, talora recidiva dopo escissione.

  2. fibroadenomaFibroadenoma. Compare nelle donne giovani soprattutto tra i 20 e i 25 anni. È una lesione comune, ben circoscritta e indipendente dal tessuto mammario circostante; talora è multiplo. La crescita sembra essere favorita dagli estrogeni come nel caso della displasia mammaria (le due lesioni possono essere perciò associate): nel corso della gravidanza possono aumentare di volume. Il diametro è in genere variabile da 1 a 3 cm; per diametri superiori a 5-6 cm si parla di fibroadenoma gigante. Sono tumori misti sebbene la componente prevalente sia quella fibrosa; se il tessuto fibroso cresce intorno ai dotti si parla di fibroadenoma pericanalicolare (il tumore è in tal caso particolarmente duro); se il tessuto fibroso cresce all'interno dei dotti causando una loro distorsione si parla di fibroadenoma intracanalicolare (il tumore è in tal caso più soffice e voluminoso).
    L'aspetto clinico e l'ecografia sono in genere significativi per cui non è quasi mai necessaria una biopsia a scopo diagnostico.
    Il trattamento prevede l'escissione del fibroadenoma a causa della sua tendenza a crescere e per un'ulteriore conferma diagnostica. Si può soprassedere alla chirurgia se il diametro è inferiore a 2 cm o se il reperto è da lungo tempo stazionario purché si eseguano controlli clinici periodici con eventuale mammografia.

  3. tumore fillodeTumore fillode. È un tumore relativamente raro che presenta l'aspetto istologico di un fibroadenoma intracanalicolare con componente stromale esuberante di connettivo molto lasso. Da taluni si identifica con il fibroadenoma gigante. È anche chiamato cistosarcoma fillode per il fatto che può contenere formazioni cistiche e che può sfaldarsi con larghe superfici di sfaldamento come i fogli ("phyllon") di un libro. Il termine "cistosarcoma" è però equivoco essendo le forme maligne relativamente rare.
    Il trattamento prevede un'exeresi ampia in modo da cadere in tessuto sano (al fine di evitare recidive); in caso
Dr. Marzio Montanari

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