Qualità della vita nella donna operata al seno

qualita della vitaLa donna ammalata non si identifica solo con la malattia. C’è una parte di lei “non ammalata” che continua a vivere la sua vita di emozioni, relazioni, pensieri anche durante le terapie.
Compito dei medici è accogliere e coltivare questa componente di “non malattia”, applicando la “dolcezza delle cure “, che non devono lasciare troppi segni del loro passaggio in modo che la donna guarita possa tornare alla cosiddetta normalità.
Ogni sforzo deve essere compiuto per assicurare, oltre alle cure più efficaci, la tutela della qualità della vita che riguarda molteplici aspetti:
-ricostruzione-rimodellamento chirurgico della mammella contemporaneo al tempo demolitivo, utilizzando tutte le tecniche disponibili, anche non protesiche
-il medico deve avere un rapporto umano non distaccato, offrire disponibilità di tempo, comunicare in modo semplice e chiaro, trattare adeguatamente il dolore fisico
-l’oncologo deve ridurre al minimo gli effetti indesiderati della chemioterapia con farmaci e consigli dietetici
-Dopo l’intervento la donna deve essere avviata, se necessario, a cicli di fisioterapia riabilitativa e psicoterapia
-Fondamentale la collaborazione precoce con specialisti della riproduzione per preservare la fertilità che potrebbe essere compromessa dalle cure; con oncologi genetisti per avviare la donna e i suoi familiari ad eventuale valutazione del rischio ereditario di malattia
-Spesso è utile per le ammalate il contatto con Associazioni di donne operate, che possono rivelarsi preziosi interlocutori avendo vissuto in prima persona l’esperienza della malattia
-Le associazioni di volontariato fanno spesso da tramite con assistenti sociali e sindacalisti per il reinserimento e le tutele nel mondo del lavoro

Dr. Marzio Montanari

Contatti

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